
Il corto mostra un laboratorio, anzi una piccola scrivania e una luce, in cui un uomo costruisce con l’argilla delle sculture, queste sculture sembrano prendere vita.
La storia è questa, non c’è molto, vediamo la routine di quest’uomo, che è parecchio insoddisfatto delle sue creazioni, tanto da numerarle e misurarle per poi cancellarle se imperfette.
E vediamo la creazione numero: 815, che sembra essere ottima, viva e funzionante, addirittura quando tocca il pollice del creatore, sente una connessione umana tanto da piangere.
Alla fine della storia, il creatore, la rifiuta, la scultura cade e si deforma, e finisce per diventare come le altre sculture scartate.

A livello tecnico il lavoro è stupefacente, e il comparto sonoro aiuta a dare quella sensazione di macabro e atmosfera gotica che pervade tutta l’opera.
A livello narrativo e tematico, ci sono solo domande su cui riflettere:
Il concetto di creazione? “Giocare a fare dio” ha delle conseguenze? Siamo tutti sculture di argilla? E quindi deformabili e modificabili? Siamo orrendi in quanto creazioni dell’uomo? Siamo sculture in cerca di contatto umano? La relazione tossica tra creazione e creatore?

Il corto è aperto a tantissime interpretazioni, ed è molto carino e molto bello da vedere, veramente consigliato, e per fortuna ora è disponibile su RaiPlay gratuitamente.
Voi l’avete visto? Cosa ne pensate?