Resident Evil 3 Remake: La recensione

Resident Evil 3 Remake è un gioco parecchio controverso nel fandom di Resident Evil, oggi ne parliamo.

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TRAMA (senza spoiler).

Jill Valentine, protagonista assoluta del terzo episodio, è alla ricerca di informazioni che possano smascherare l’Umbrella Corporation, nel mentre scoppia la pandemia a Raccon City.

Durante il resto di tutto il gioco, Jill, assieme a Carlos, dovranno trovare un modo per scappare da Raccon City prima dell’esplosione, ma anche sconfiggere e sopravvivere al Nemesis, un Tyrant molto più intelligente con l’obiettivo di uccidere tutti i componenti S.T.A.R.S.

Resident Evil 3: Launch Trailer

TRAMA (con spoiler).

Jill ha l’obiettivo di smascherare l’Umbrella, ma viene constantemente ostacolata dal Nemesis, un Tyrant con l’obiettivo di uccidere tutti gli S.TA.R.S. Nel frattempo, oltre al Nemesis e la pandemia scoppiata a Raccon City, Jill si trova anche ad aiutare innocenti anche grazie all’aiuto di Carlos. Lungo il percorso, Jill si batterà contro il Nemesis svariate volte, per poi venire anche avvelenata. Carlos a quel punto arriva in soccorso, scoprendo anche il marciume dietro l’Umbrella e i loro esperimenti. Alla fine, Jill si salva, uccide il Nemesis, e con Carlos, scappa via da Raccon City.

Resident Evil 3 remake, la nostra nuova anteprima - Multiplayer.it

ANALISI E COMMENTO.

Non volevo parlare in maniera approfondita della trama, perché, in un modo o nell’altro, Resident Evil alla fine ha sempre un po’ la stessa trama riciclata. Sicuramente si scoprono aspetti interessanti sulla lore generale, i Tyrant e il Nemesis che diventa un esperimento da osservare, tanto che Nicolai lo usa per vendere i dati raccolti.

In tutto ciò, Resident Evil 3 Remake, è valido?

Io non ho giocato il titolo originale e devo dire che comunque è stato un Resident Evil bello, breve ma intenso.

Per certi versi, è anche un peccato che il gioco duri meno di 10 ore, e il Nemesis è una presenza opprimente, ma anche parecchio cinematografica, e rende il gioco più ansiogeno su altri versi rispetto magari al Resident Evil 2 Remake.

Il gioco è più “tarato”, dato che ci vuole meno tempo a completarlo, tutto è a portata di mano, e ovviamente si perde quell’ansia tipica degli spazi stretti del secondo capitolo (come già spiegato prima).

In generale, ho amato questo titolo. Jill è un personaggio meraviglioso, una protagonista che ha tanto da dare all’interno della saga.

Carlos, è un personaggio secondario abbastanza piatto, avrei voluto che ci fosse leggermente più spazio dedicato a lui.

Nicolai? Un villain da buttar via, banale e poco originale, quindi abbastanza dimenticabile.

La bomba ovviamente è il Nemisis. Fa paura. In tutte le sezioni di gioco: dalle cutscenes ai momenti in città fino alle varie boss fights con lui che si muta sempre di più, diventando ancora più mostruoso della volta precedente in cui l’abbiamo visto.

Oltre ad essere iconico è l’unico stalker della saga ad avermi fatto veramente paura perché Mr. X non è chissà che, e Birkin non è neanche un vero e proprio stalker.

Il gameplay è migliorato dal secondo capitolo, diventando più fluido, grazie alla presenza delle schivate.

Oltre a questo il remake offre un comparto tecnico eccellente, unica pecca il doppiaggio italiano che ho trovato un po’ ovattato (magari ancora colpa mia e dei miei dispositivi).

Per il resto Capcom ha fatto un ottimo lavoro ad inserire nel canone il terzo capitolo, riadattandolo con uno stile cinematografico anni 90. L’ho trovato quasi perfetto, chi lo critica sicuramente ha le sue buone ragioni; ma per me è stata una perla interessante.

Veramente consigliato (magari scontato a 9,99€ e non a prezzo pieno).

Se volete supportarmi potete acquistare il gioco tramite link affiliato: https://www.instant-gaming.com/it/?igr=dorianmeis

Voi l’avete giocato? Se sì, cosa ne pensate?

Playing God-Analisi del corto Stop-motion

Playing God (Corto 2024) - IMDb

Il corto mostra un laboratorio, anzi una piccola scrivania e una luce, in cui un uomo costruisce con l’argilla delle sculture, queste sculture sembrano prendere vita.

La storia è questa, non c’è molto, vediamo la routine di quest’uomo, che è parecchio insoddisfatto delle sue creazioni, tanto da numerarle e misurarle per poi cancellarle se imperfette.

E vediamo la creazione numero: 815, che sembra essere ottima, viva e funzionante, addirittura quando tocca il pollice del creatore, sente una connessione umana tanto da piangere.

Alla fine della storia, il creatore, la rifiuta, la scultura cade e si deforma, e finisce per diventare come le altre sculture scartate.

Playing God - Settimana Internazionale della Critica

A livello tecnico il lavoro è stupefacente, e il comparto sonoro aiuta a dare quella sensazione di macabro e atmosfera gotica che pervade tutta l’opera.

A livello narrativo e tematico, ci sono solo domande su cui riflettere:

Il concetto di creazione? “Giocare a fare dio” ha delle conseguenze? Siamo tutti sculture di argilla? E quindi deformabili e modificabili? Siamo orrendi in quanto creazioni dell’uomo? Siamo sculture in cerca di contatto umano? La relazione tossica tra creazione e creatore?

Playing God - Settimana Internazionale della Critica

Il corto è aperto a tantissime interpretazioni, ed è molto carino e molto bello da vedere, veramente consigliato, e per fortuna ora è disponibile su RaiPlay gratuitamente.

Voi l’avete visto? Cosa ne pensate?

L’Odissea: l’ultima fatica di Nolan.

L’Odissea, la tanto chiacchierata e criticata opera di Nolan, è uscita in sala.

Ed è ora di parlarne.

Odissea di Christopher Nolan: la guida per arrivare in sala preparati al  kolossal da 250 milioni di dollari girato quasi tutto senza effetti  digitali | Vanity Fair Italia

PREMESSA:

Parlare di un film che adatta un’opera preesistente, è sempre un po’ complicato.

Da una parte è giusto fare il confronto SANO tra i due media, senza entrare in un eccessivo criticismo, e vedere il film per quello che è: un adattamento, dall’altra parte bisogna discernere Film e Libro, considerandoli due media completamente diversi, distaccati, fini a se stessi,

Un esempio lampante: Jurassic Park. Il libro e il film sono completamente diversi, adatti a due target diversi, e comunque sono storie che hanno fatto emozionare.

Odissea (film) - Wikipedia

LA TRAMA.

La Storia dell’Odissea è pressoché conosciuta, ma è giusto riassumerla, per poi passare ad un’analisi approfondita (con spoiler e non).

Ulisse, dopo la guerra di Troia, deve tornare ad Itaca, da sua moglie Penelope e suo figlio Telemaco. Affrontando diversi ostacoli che impediranno il suo ritorno in patria. Nel frattempo, Itaca è senza un re, ed è importante che ne abbia uno, Penelope si trova a tenere a bada un gruppo di pretendenti al trono.

Analisi e Commento (SENZA SPOILER).

L’Odissea di Nolan si presenta come un adattamento fedele, ma non del tutto. Ciò non lo rende un film terribile, ma anzi.

Nolan prende il cuore pulsante del Poema Omerico, e ci stampa sopra una sua visione del tutto contemporanea: dal linguaggio adattato a quello di oggi, al dialogo e la psicologia dei personaggi che ne fuoriesce.

Ci sono però degli elementi assenti che erano nell’opera originale e altri modificati, ma non mi sembra giusto dire in questo paragrafo cosa nello specifico.

Le tre ore non si sentono molto, ma ritengo che il ritorno ad Itaca è avvenuto troppo presto. La terza parte infatti (quella che va dal ritorno in patria al finale) è parecchio dilatata.

I personaggi sono tutti ben approfonditi, anche se alcuni in maniera marginale rispetto ad altri, la narrazione è fluida seppur con le solite tecniche di Nolan (narrazione frastagliata e non lineare). Inoltre, il film non mette in relazione gli dei greci e gli uomini, ma al contrario, Nolan rende la storia più umana e realistica, dove le conseguenze delle proprie scelte, degli uomini e in particolar modo di Odisseo, si fanno sentire e hanno un impatto psicologico devastante.

Tutti gli attori hanno interpretato benissimo la loro parte, e sono stati capaci di entrare correttamente nei personaggi. Anche Travis Scott, che ha suscitato altrettante critiche, ha svolto la sua parte (L’Aedo) nel modo giusto.

In sostanza, L’Odissea è un buon film, non perfetto, ma è fantastico, da tutti i punti di vista: visivamente, la narrazione, ma anche la componente sonora è ben sviluppata e dà cornice al tutto, e va visto (possibilmente) in IMAX, in quanto cambia del tutto l’esperienza col suo formato.

Favignana e il cinema: The Odyssey di Nolan sull'isola il giorno  dell'uscita mondiale - TP24.it

Analisi e Commento (CON SPOILER).

L’Odissea di Nolan toglie molti elementi dall’opera principale: la presenza degli dei, alcune dinamiche con certi personaggi (non abbiamo l’inganno di Ulisse con Polifemo, non c’è Nausicaa, solo per dire), ed è stata tolta, anzi, sostituita, una parte fondamentale del racconto: il letto matrimoniale. Il letto matrimoniale è uno stratagemma di Penelope che usa per capire se l’uomo che ha ucciso i Proci era davvero Ulisse, insomma, lei usa la sua stessa moneta, la furbizia, verso il marito.

Al posto suo, c’è un chiodo con la figura di Atena.

Come ho già detto, l’opera originale e il film vanno presi come due entità diverse della stessa storia, in maniera autonoma l’una dall’altra. Perciò, se dovessimo parlare di fedeltà al racconto, Nolan non è stato preciso, anzi, ha preso gli elementi più conosciuti della storia e li ha messi su schermo, tralasciando molti aspetti dell’originale, e perciò il film risulta una versione striminzita e riassuntiva dell’opera stessa.

MA. Se però prendiamo SOLO il film, gli elementi funzionano bene e si collegano tra di loro alla perfezione.

Ho degli aspetti da dire:

Oppenheimer e Ulisse: i due personaggi, entrambi portati sul grande schermo da Nolan, hanno entrambi lo stesso fardello: un grande ingegno che diventa anche un peso emotivo e psicologico. Ulisse condivide con Oppenheimer le conseguenze del cavallo di Troia, dell’epoca che ha portato avanti e della distruzione che succederà da lì a poco. Il Cavallo di Troia diventa la Bomba Atomica di Ulisse.

I problemi di Ulisse: come viene detto nel film, Ulisse sembrava non voler tornare a casa per i sensi di colpa e gli orrori che ha visto e causato. Facendo perdere la potenza negli dei, dandola invece alle scelte degli uomini sulla terra, come detentori del loro destino.

La figura Ambigua di Atena: alla fine del film, si intuisce che Zendaya, e quindi Atena, non è mai esistita. O meglio. Ulisse incarnava nella ragazza decapitata che ha visto morire davanti a suoi occhi, la figura di Atena, ma che forse in realtà, rappresentava la Coscienza, le vittime che ha causato e l’odio riversato, ma anche il senso di colpa. Per questo la presunta “Atena” riflette la ragazza. In un certo senso, e in questo contesto del film, la decisione di far mettere la spilla di Atena ad Ulisse ha un duplice significato: la memoria di Penelope, ma anche la memoria di ciò che ha fatto che “scompare” quando parla (ancora da mendicante) con Penelope, e la stessa Atena non c’è più.

Polifemo e Circe: medaglia a queste due scene, che Nolan ha veramente fatto bene, seppur con qualche acciacco, e che le ha caricate di tensione ed elementi che riconducono più ad un film horror che ad altro. Veramente ben fatte.

Il finale: diverso dall’opera originale, che ricalca di più un finale positivo da film moderno, ma che in qualche modo, fa trasparire quel messaggio finale dell’Odissea di Omero.

Personaggi Secondari: Interessanti ma davvero poco approfonditi, in particolar modo sia Telemaco che Penelope, non riescono ad essere personaggi a tutto tondo, a volte sembrano delle caricature di loro stessi, nulla da togliere agli attori. Antinoo è quello che fa più paura e ribrezzo all’interno del film, buon villain.

Voi avete già visto L’Odissea? Cosa ne pensate?

Analizziamo Hirohiko Araki: Poker Under Arms

“ANALIZZIAMO HIROHIKO ARAKI” è una nuova categoria di articoli che farò, in cui leggerò e commenterò le opere di Araki al di fuori di “Jojo”, non perché non sia una bella opera, ma perché Araki è un bravissimo e talentuoso artista, e ha creato opere fantastiche che devono essere considerate.

Poker Under Arms del 1980, è uno dei primi, se non il primo lavoro di Araki, di nome e di fatto.

Un western, una storia piccola ma intensa.

Mike Harper - JoJo's Bizarre Encyclopedia | JoJo Wiki

La Cover:

Poker Under Arms - JoJo's Bizarre Encyclopedia | JoJo Wiki

Trama senza Spoiler

In una città senza leggi, due pistoleri con una taglia si sfidano ad una partita di poker, Don Peckinpah e Mike Harper, fino a che non ne rimarrà solo uno.

Trama con Spoiler.

Un uomo anziano racconta di una storia di pistoleri e di una partita di poker.

In una città senza sceriffo e senza leggi, Don Peckinpah è un pistolero decisamente cattivo, con una taglia di 10 mila dollari sulla sua testa, e tutti lo vogliono secco.

Entrando in un saloon, prende parte ad una partita di poker, Peckinpah si assicura l’assenza di carte truccate, il gruppo fa una partita, ma due si ritirano.

E rimangono solo: Don Peckinpah e Mike Harper. Entrambi ricercati con una taglia bella grossa sulla testa.

Peckinpah, perde svariate partite contro Mike, si infuria tanto da trattare male un pover uomo anziano.

I due si ritrovano all’ultima partita, con una buona mano.

Ma Peckinpah, propone di scommettere le proprie pistole, dato che sono oggetti più personali e la posta in gioco diventa più alta.

Dopo sguardi intensi, i due mostrano le carte. Entrambi hanno 4 tipi di regine diverse, svelando di fatto, che entrambi avevano barato.

Tra i due incomincia uno scontro a fuoco, ma prima che la situazione possa degenerare il signore anziano di prima, lancia una molotov, uccidendo i due pistoleri.

La storia si conclude con la rivelazione che il signore anziano che inizia a raccontare la storia all’inizio di questo one-shot, è lo stesso che è stato trattato male. Si è riscattato diventando ricco.

Analisi e Recensione.

La storia è ovviamente piena zeppa di riferimenti di nicchia.

Partiamo però dalla cover, che, diversamente da altre storie; presenta i personaggi principali in un formato piccolo, all’interno delle carte da poker, non mettendoli di fatto al centro della narrazione della cover stessa, portando in auge il tema principale dell’opera e del poker in sé: il bluff e la presa in giro sotto forma di astuzia (presente anche nelle “Bizzarre Avventure di Jojo”).

Nelle prime scene, vediamo in lontananza un edificio con la scritta EASTWOOD.

E per chi è fan dell’opera principale del sensei Araki, sa benissimo che Clint Eastwood, ma in generale non solo lui e i suoi film, ma anche gli “Spaghetti Western” sono sempre fonte di ispirazione per la sua arte, in particolare Jotaro per Araki è la incarnazione perfetta dell’eroe, che strizza l’occhio in maniera diretta a Clint Eastwood in particolare il personaggio all’interno della “Trilogia del Dollaro”.

Il protagonista Don Peckinpah ha anche lo stesso poncho iconico di Clint.

È possibile intravedere il tema del male: Don Peckinpah, viene mostrato come un uomo spietato, molto simile a come viene descritto poi Dio in parte 1 di Jojo.

E parlando della prima parte, Mark Hipee ricorda, col suo charachter desing, il grandissimo Speedwagon, dal cappello alla forma del viso.

Araki ha sempre avuto la mano; i disegni sono ben fatti seppur molto stilizzati e con uno stile ancora embrionale. Ma invece di rovinare il racconto, questo tipo di disegno rende la storia morbida e scorrevole, sicuramente con lo stile attuale di Araki, il tutto avrebbe un impatto diverso, ma è per questo che Poker Under Arms è quasi perfetto: una storia semplice, disegni semplice, e impatto diretto. “Pane e acqua” come si dice. Inoltre Araki è riuscito a replicare nel disegno gli stessi movimenti lenti della macchina da presa di Sergio Leone, annessa tensione tra i personaggi.

E il “plot-twist” finale? Carino, e abbastanza inaspettato.

Poker Under Arms” è di fatto un’opera che va letta, anche per curiosità, e anche perché, da questo “One-shot” possiamo già vedere i primi elementi che ritroveremo in Jojo, la sua opera principale.

Vi lascio una citazione:

Poker Under Arms

My debut work. When I drew it, I hoped to take it to my editor’s office and have him want to read it to the very end, without ceasing to flip the pages and putting down the work.

The reason why it’s 31 pages long is that at the time, it was decided that story manga should be cut down to that number of pages. I drew around a hundred pages in total, redrew it again up to page 31, reworked the material, and brought it into my editor’s office. It was then submitted to the Tezuka Award committee. I chose to make it a Western because I loved Clint Eastwood. ”

Hirohiko Araki

Fonte: JoJo’s Bizarre Encyclopedia

“Poker Under Arms” non è disponibile in italiano, sono riuscito a leggerla solo grazie a “Mangadex” da autori che hanno fatto una traduzione amatoriale del manga, vi consiglio di cercare se siete curiosi (è meglio non inserire il link per evitare problemi).

Scary MoVIe-il sesto capitolo della saga

Ho visto Scary Movie 6, ma ne sono rimasto deluso.

Scary Movie 6 (2026) - IMDb

La mia opinione.

Scary Movie non ha mai avuto chissà che trama, è stata sempre una saga che prendeva in giro i film horror cult, di ogni “era” con gag di basso livello ma che almeno, sopratutto per i primi film, erano anche piacevoli.

Scary Movie 6 invece non solo è noioso, le gag e battute in generale sono poco costruite e probabilmente non fanno ridere neanche agli sceneggiatori del film. Sono stati molto pigri anche nella caricatura comica dei film horror, veramente blandi e superficiali (più del solito).

L’ho trovato simpatico su certi punti, soprattutto dalla seconda parte in poi, dopo l’intervallo, ma comunque rimane un film che ricalca molto sulla questione di Scary Movie 3 e 4, per tanto non riesce a brillare come dovrebbe e potrebbe, e, a mio parere, se non sai tutto ciò che è successo con Scary Movie 3 e 4, e i problemi dietro la produzione, non si riesce neanche a capire bene parte del finale.

Quello che si evince da Scary Movie 6, è il solito “cash-grab” di Hollywood, un film fatto con pochi spicci per fare un mucchio di soldi, non fa più ridere come una volta, non è più originale, e che inoltre forse non piace più neanche alla massa.

È ovvio che quando si va a vedere Scary Movie, non ci si aspetta il capolavoro della commedia, ma neanche uno scempio del genere, sono rimasto deluso, fortuna vuole che ho speso solo 3,50 euro, grazie a “Cinema Revolution”.

A voi è piacuto? Ha fatto ridere?

L’Odissea di Nolan e l’accuratezza storica

Il film di Nolan è alle porte, i trailer hanno un sacco di dislike, e da tempo sono presenti critiche sull’accuratezza storica dell’opera stessa.

1-Le Armature

Esatto. Il problema evidente, sono le armature che Nolan e compagnia, hanno deciso di usare all’interno del film.

Vediamole bene.

Partiamo proprio da Bruce Wayne…scusate volevo dire Agamennone.

L’armatura del film, risulta scura, cupa, con il nero come colore dominante e dettagli dorati in alcuni punti.

Giustamente, c’è chi ci ha fatto notare una bella differenza con le vere armature Micenee.

Nel Film, il dorato è quasi assente, e la forma dell’armatura stessa è completamente stereotipata, rispetto a come ci viene descritto nei Poemi Omerici.

Qui sotto trovate una foto della presunta armatura di Agamennone ( Crediti: Sito):

Il Povero Re di Micene non è l’unico che ha avuto questo trattamento, infatti c’è anche il nostro Odisseo.

Odissea (2026) Christopher Nolan:

Come doveva apparire davvero il nostro Ulisse, se fosse stato accurato all’opera originale (preso da Reddit, r/moviescirclejerk, melonade_juice) :

Ora è giusto che qualcuno si chieda: “Ma dove c’è scritto che doveva vestirsi così?”

PRENDIAMO LE OPERE: Libro X dell’Iliade, Versi 260-265, Odisseo riceve un elmo da Merione, un pezzo di cuoio rinforzato all’interno con cinghie e all’esterno con file fitte di zanne di cinghiale bianche.

Elmo a zanne di cinghiale:

2-Le Navi

Le Navi antiche Greche si presentavano in questo modo:

Nel film, le navi assomigliano di più a quelle vichinghe( Preso da reddit: r/shittymoviedetails, laybs1):

La mia personale opinione

Prima di dire qualsiasi cosa voglio ringraziare alcuni Content Creator, che con il loro modo di comunicare, di divulgare le proprie passioni, ho avuto modo di farmi una cultura e imparare qualcosa che prima non sapevo, e che ho avuto il piacere di approfondire:

-chiaralipari.exe

-davideavolio_

-professor_ross

Per quel che mi riguarda, ammetto, come hanno già detto in molti, che Nolan è stato abbastanza pigro nella creazione delle armature, e che poteva optare ad armature stilisticamente migliori, non per forza accurate a livello storico o letterario, ma bastava solamente distaccarsi un po’ dall’immaginario collettivo, lo dico anche per lui, in quanto poi il film risulta visivamente povero, o che dà quella sensazione di “già visto”.

Una mossa a mio parere…poco astuta.

Dall’altra parte però mi devo mettere dalla parte di un regista che deve anche portare il pane a casa, e farci un profitto.

Nolan ha sicuramente scelto di optare per questa via, con questi elementi, proprio perché è qualcosa a cui “l’uomo medio” riesce ad riallacciarsi, senza cercare (che peccato) qualcosa di sofisticato.

Detta in parole povere: le armature così vanno bene perché la massa le accetta, e la massa porta soldi, i soldi permettono di fare altri film e far contenti tutti.

Inoltre, non ha senso parlare della scelta del Cast. C’è chi ha addirittura criticato, Lupita Nyong’o, definendola inadatta per il ruolo di Elena, in quanto non riprende fedelmente l’opera di Omero. Una critica che di fatto è sbagliata su tutti i fronti possibili, sia per lei che per altri attori/attrici, che sono sicuro avranno fatto un ottimo lavoro.

In conclusione, sì, capisco l’esigenza di Nolan di fare armature (scusate il francesismo) “mainstream” per accontentare, come ho già detto, la massa, ma penso che se avesse osato di più, avrebbe fatto comunque una bella figura e avrebbe reso ancor più memorabile (a livello visivo e stilistico ma anche iconico) il film.

Io voglio ricordare a quelle persone, che si imputano su tutti questi aspetti già elencati, che:

1-L’Odissea di Nolan è un adattamento: deve piacere al regista secondo certi criteri personali e non. Lui è quello che decide. Noi possiamo farci un’opinione, e quello è altrettanto giusto.

2-L’Odissea è un poema: sicuramente nell’opera risiedono aspetti e fatti storici che devono essere considerati, ma ciò non toglie anche la presenza di elementi di fantasia (mostri, dei e streghe).

Perciò, non critichiamo la visione del regista, al contrario, il tutto può essere uno spunto di riflessione e di confronto tra adattamento e opera originale.

Voi siete pronti all’Odissea?

Playstation vuole solo il digitale.

Dopo la bomba sganciata da Rockstar, in cui conferma che GTA VI, gioco di punta di quest’anno, avrà un’edizione fisica con all’interno il codice download del gioco (notizia che ha fatto infuriare i fan), ora arriva anche Sony.

Playstation non solo chiude gli store digitali di Ps3 e PS Vita, chiudendo un’era, ma inoltre ha confermato che da Gennaio 2028, non verranno più stampati i giochi fisici.

La scusa? A parole di Sony: “Adattarsi alle richieste del pubblico e al corrente mercato”

Non solo, Sony sta anche spingendo gli altri studios a fare lo stesso: Eliminare il formato fisico in favore del digitale, affinché il passaggio tra i due sia graduale, fino alla completa eliminazione nel 2028.

I dati.

Tralasciando: DLC e giochi venduti esclusivamente in digitale.

I dati parlano. Se prendiamo i leak di Insomniac Games datati 2023-2024, possiamo infatti ricavare informazioni che smentiscono Sony.

Sony infatti dice che più dell’80% delle vendite sono digitali. FALSO. O meno. La questione è vera, se aggiungiamo alla stima quei contenuti che sono reperibili esclusivamente in digitale.

Ma, i giochi first party di casa Sony, in realtà vendono molto di più col formato fisico:

  • Uncharted 4: Fine di un Ladro
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 83%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 17%
  • Sackboy: A Big Adventure
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 77%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 23%
  • Ratchet & Clank: Rift Apart
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 76%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 24%
  • Ghost of Tsushima (Director’s Cut)
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 71%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 29%
  • Demon’s Souls (Remake)
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 70%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 30%
  • Marvel’s Spider-Man
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 66%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 34%
  • Marvel’s Spider-Man: Miles Morales
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 66%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 34%
  • The Last of Us Part II
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 61%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 39%
  • Returnal
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 61%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 39%
  • MLB The Show 21 (Gioco Sportivo/GaaS)
    • Vendite Copie Fisiche (Disco): 39%
    • Vendite Copie Digitali (PSN): 61%

Invece, da Aprile 2025 a Marzo 2026:

– God of War Ragnarök: 76% Physical / 24% Digital

– Lego Star Wars: The Skywalker Saga: 63% Physical / 37% Digital

– Astro Bot: 55% Physical / 45% Digital

– Marvel’s Spider-Man 2: 54% Physical / 46% Digital

– Assassin’s Creed Mirage: 49% Physical / 51% Digital

– Resident Evil 4 Remake: 45% Physical / 55% Digital

– Hogwarts Legacy: 44% Physical / 56% Digital

– Star Wars Jedi: Survivor: 40% Physical / 60% Digital

Di fatto, c’è qualcosa che non va, non credete?

La verità.

Quando Sony vende un gioco in formato fisico, prendiamo in considerazione un gioco first-party da 70 dollari.

Ci sono delle spese, che Sony stessa deve considerare: Il negozio e il disco in sé (produzione e distribuzione).

Su 70 dollari, Sony ne guadagna 45,50.

Tutto cambia se Sony vende gioco X, sul suo Store, perché il guadagno sarà del 100%.

Quindi 70 dollari precisi.

Questo che significa?

Sony vuole aumentare i ricavi e diminuire le spese, probabilmente in vista dell’arrivo della PS6, che uscirà sicuramente dopo il 2027, forse proprio nel 2028.

La mia opinione.

Sony, con questa notizia, chiude un’era, e ne approccia un’altra altrettanto pericolosa.

L’era ormai chiusa, in cui Sony stessa si è fatta avanti in favore del fisico.

Nella generazione della PS4, ormai 13 anni fa, pubblicava questo semplicissimo ed efficace spot:

https://www.youtube-nocookie.com/embed/kWSIFh8ICaA?rel=0&autoplay=0&showinfo=0&enablejsapi=0

O quando all’E3, Sony si è messa a favore dei consumatori:

https://www.youtube-nocookie.com/embed/SJ-To7WJyWs?rel=0&autoplay=0&showinfo=0&enablejsapi=0

La stessa azienda che amava i giocatori, ora volta le spalle a metà di essi, preferendo chi compra in digitale, in favore dei guadagni, rispetto a chi compra fisico.

E se da una parte è vero che Sony pensa d’azienda, e perciò aumentare i ricavi e diminuire le spese, è anche vero, che non va incontro a nessuno, creando di fatto un monopolio, in quanto, sconti digitali, li vediamo perché ci sono i competitor, cioè lo stesso formato fisico. I giochi perciò avranno sempre meno sconti, puntando tutto sullo sfruttamento del singolo individuo.

E’ riemerso anche un vecchio tweet, datato Agosto 2021, di Hideo Kojima, Game Creator, presente nell’industria da moltissimo tempo:

“Infine, anche i dati digitali non saranno più posseduti dagli individui di loro iniziativa. Ogni volta che c’è un grande cambiamento o incidente nel mondo, in una nazione, in un governo, in un’idea, in un trend, l’accesso ad essi potrebbe essere improvvisamente eliminato. Non saremo in grado di accedere liberamente ai film, ai libri e alla musica che abbiamo amato. Sarà un non-avere. Questo è ciò che temo. Questa non è avidità”.

E voi, cosa ne pensate? Siete d’accordo con Kojima? Siete contro Sony e la loro scelta, oppure la supportate?

Fonti:

https://multiplayer.it/notizie/vecchio-tweet-kojima-pessimistico-digitale-riemerge-dopo-addio-dischi-sony.html

https://www.everyeye.it/notizie/playstation-5-giochi-gi-usciti-potranno-ristampati-2028-888245.html

Un grazie a Phane, che ha spiegato con i dati la situazione, andate a supportarlo:

https://vm.tiktok.com/ZNRKgcwPs

Dopo “Bakcrooms” anche Siren Head.

Il successo di Backrooms ha sicuramente scosso Hollywood, portando gli studios ad accaparrarsi nuove idee, ricercandole anche su Youtube.

Backrooms, è stato l’inizio di una nuova era per il cinema, infatti, qualche giorno fa, Warner Bros ha acquistato i diritti cinematografici per Siren Head, il mostro andato virale qualche anno fa, creato da Trevor Henderson, generando un fenomeno mediatico.

Da Youtube, Tik Tok, anche su Roblox, insomma, i dati parlando e già si prospetta un successo.

Il film sarà scritto da Zach Cregger, mentre Brian Duffield sarà dietro la macchina da presa.

Personalmente credo che sia una buona mossa economica da parte degli studios, al col tempo, è interessante vedere Hollywood aprirsi ad un altro tipo di pubblico, sperando che non elimini la sua parte più tradizionale.

E voi, cosa ne pensate?

Ryan Gosling e il Cinema

Ad oggi, 3 luglio 2026, “Obession” e “Backrooms” hanno entrambi superato i 300 milioni di dollari di guadagno, spaccando completamente il box office, andando contro anche a colossi come “Disclousure Day”.

Il primo, con un budget di ben 750,000 mila dollari, ha incassato 375 milioni, il secondo con 10 milioni, ne ha incassati 330 milioni.

Con questi dati alla mano, voglio riprendere una frase che Ryan Gosling ha detto a Variet, in data 25 marzo 2026, in occasione dell’uscita di “Project Hail Mary

Non è il compito del pubblico a far mandare avanti l’industria, ma siamo noi che dobbiamo fare film per cui vale la pena andare al cinema.

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Parole che trovo sacrosante. In quanto credo che il pubblico si sia stufato di remake, reboot e continui sequel, spin-off, di saghe già rinomate, o anche film “riciclo” con tematiche già viste, personaggi banali, e in generale, film poco pensati.

La gente, il pubblico, vuole storie nuove, storie che ti prendono e ti emozionano, che fanno provare sentimenti e ti fanno uscire dalla sala con un bel sorriso, un bel pianto o qualsiasi altra cosa.

Il caso di “Obsession e Backrooms” è ancora più particolare, in quanto si tratta di persone che vengono da Youtube, ma ci farò un post a parte su questo.

Li ho citati per far capire che forse i big studios, si devono svegliare, ed evitare di produrre film poco studiati o continuazioni infinite di saghe che hanno già avuto la loro parte.

Cosa ne pensate delle affermazioni di Gosling?

Considerazioni sulla run di Matt Fraction

Prima di buttarmi su Absolute Batman, mi è sembrato giusto, anche in vista dell’arrivo del secondo albo, parlare un pochettino della run di Batman di Fraction.

La run presenta una macrotrama generale, con storie per lo più autoconclusive.

Ho adorato la dinamicità dei disegni, il fumetto sembrava “vibrare” per via dei colori accessi, una Gotham che cambia ma non perde il suo splendore gotico.

Batman risulta più moderno, rimanendo attaccato però ai suoi aspetti più tradizionali che lo hanno reso iconico.

I gadet sono evidenziati con delle piccole didascalie, perciò niente viene lasciato al caso.

I Robin? Abbiamo visto sia Tim Drake, già ben impostato all’interno della storia, con tanto di flashback che caratterizza la personalità del personaggio. Anche Damian fa un’apparizione, solo come figlio di Bruce (per ora).

Tanti sono gli interrogativi. Perché Alfred è un ologramma? Gordon non è più il commissario, e Savage è così violento e meschino e quali sono i suoi obiettivi?

Come continuerà la storia? (la domanda più ovvia).

Un albo e una run, che partono col botto, anche per chi non conosce il personaggio, questo risulta essere un buon punto d’inizio, per chi lo conosce invece può respirare dell’aria fresca con un Batman decisamente curato sotto tutti i punti di vista.

Spero abbiate la possibilità di recuperare la run.

Se volete scambiare un’opinione potete farlo.